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Dal Vino al Latte
Un interessantissimo Convegno tenutosi a Palazzo Petrucci di Carinola lo scorso 2 gennaio 2010 ha visto protagonisti due giovani studiosi casanovesi, il prof. Silvio Ricciardone, laureato in Conservazione dei Beni Culturali, e il dott. Riccardo Laurenza, archeologo, che hanno illustrato i risultati dei loro studi. Nel Convegno, voluto dal Comune di Carinola e dal locale Archeoclub, sono state analizzate le Madonne del latte presenti sul territorio e lo smercio su larga scala del nostro vino avvalorato dal ritrovamento, in quasi tutta l’Europa, di anfore per il trasporto del vino Falerno
Le Madonne del Latte
Particolarmente interessante è stato l’intervento del prof. Silvio Ricciardone che ha saputo affascinare il pubblico presente con le sue spiegazioni su Madonne che possiamo vedere ogni giorno nelle nostre chiese, ma di cui non conosciamo l’esatto valore artistico per mancanza di quelle conoscenze professionali che ci permetterebbero di vederne i più piccoli dettagli e comprenderne tutti i significati simbolici. Il prof. Ricciardone ha contribuito grandemente a colmare queste lacune, ma soprattutto a farci guardare con occhi nuovi ciò che per molti di noi è una visione quotidiana.
Il contenuto dell’intervento del prof. Ricciardone è frutto di un lavoro di ricerca promosso dal Comune di Francolise e condotto dall’Archeoclub di Falciano del Massico e il CNR.
I sopralluoghi svolti sul territorio hanno svelato diverse testimonianze pittoriche di pregio tra Francolise, Scarasciano e S. Andrea del Pizzone, molte delle quali inedite.
I risultati sono confluiti in una pubblicazione, attualmente in fase di stampa, finanziata dalla Regione Campania e promossa dal Comune di Francolise.
Nel suo intervento, il prof. Ricciardone ha passato in rassegna gli aspetti legati all’agro Falerno, partendo dall’inedita Madonna del Latte ad affresco che si trova nell’ex chiesa parrocchiale di S. Croce di Carinola. La si è confrontata con Madonne del latte affini del territorio, ossia con l’inedita Virgo lattans di Scarasciano, borgo fantasma tra Ciamprisco e S. Adrea del Pizzone di cui sopravvivono solo le macerie della chiesa da cui è stata asportata l’effige, e l’analogo soggetto iconografico del santuario francescano di S. Maria Occorrevole di Piedimonte Matese. Tali confronti rivelano una leggera anteriorità della Madonna di S. Croce rispetto alle altre due citate e databili agli anni 20 del ‘400.
Confrontando le tre effigi, ci si può rendere conto che la Madonna del Latte di S. Croce è più sacrale, algida, fredda, ossia più legata ad una dimensione ultraterrena, mentre quella di Scarasciano rivela una maternità più umana, fermo restante che già l’idea di esibire un seno denota un grosso passo avanti dalla concezione medioevale. La Madonna del Latte di Piedimonte è speculare a quella di Scarasciano; l’unica cosa in più che in essa si nota è che anche il Bambino è più umanizzato perché guarda lo spettatore con la coda degli occhi, mentre gli altri Bambini sono assenti, chiusi in una dimensione ultraterrena.
Anteriore alla Madonna del Latte di S. Croce è invece la tavola della Madonna del Cardellino conservata nella Chiesa di Santa Maria delle Grazie a Francolise da cui, la prima, riprende alcune soluzioni. Il bordo della tunica del Bambino nella Madonna del Cardellino è perlinato; la stessa cosa si verifica in quella di S. Croce. Bisogna sottolineare che la perlinatura era un elemento abbastanza raro e quindi, questa esecuzione analoga in due Madonne del territorio non escluderebbe la manifattura di una stessa bottega.
Un altro elemento simbolico accomuna le due Madonne di S. Croce e di Francolise e rafforza l’ipotesi che potrebbero provenire dalla stessa bottega. Anche nella Madonna di S. Croce, come in quella di Francolise, il Bambino sembra avere tra le mani qualcosa che potrebbe essere stato un cardellino, non più visibile perché coperto da una ridipintura.
In arte, il cardellino è simbolo della Passione di Cristo ed ha quindi un significato ben preciso: sta a simbolizzare la futura tragica sofferenza che quello stesso Bambino che ora succhia il latte dovrà sostenere.
Nella Madonna del Cardellino di Francolise sono presenti altri simboli che vanno oltre la Passione, riscontrabili nelle melagrane dipinte sul vestito della Madonna. Come il cardellino è simbolo della passione di Cristo, così la melagrana è simbolo di rinascita e di resurrezione. Le numerose melagrane che decorano la veste nera, tipicamente da Addolorata, della Madonna sono altrettanto simboli di speranza che puntellano la tragedia umana di Cristo e di Maria. Ricordano al credente che quel Bambino passerà attraverso il dramma della passione, ma sarà colui che vincerà la morte.
Concetta Di Lorenzo |