Padre Michele avrebbe sicuramente esultato per questa iniziativadel Comune di Carinola. L’ha aspettata per anni; l’ha sollecitata per anni ed ora che lui non c’è più, l’Amministrazione Comunale, nelle persone del sindaco dott. Gennaro Mannillo e dell’assessore alla cultura Mattia Di Lorenzo in primis, ha voluto affrontare questa sfida unica: scavi archeologici ufficiali e sistematici a Forum Popilii dopo anni di violazioni abusive. Splendido modo di rendere omaggio all’illustre figlio di questa terra che ha vissuto d’archeologia tutta la vita.
L’antica città romana del territorio carinolese, probabilmente fondata nel IV secolo a.C., ha cominciato a vedere la luce lentamente, grazie a finanziamenti comunali e ad un protocollo d’intesa fatto con la Seconda Università degli Studi di Napoli e la Soprintendenza ai Beni Culturali di Caserta e Benevento.
Sotto la direzione del prof.Carlo Rescigno e l’assistenza del dott.Francesco Sirano si è cominciato a scavare all’inizio di luglio 2009.
Le sorprese sono saltate fuori subito: una terma d’epoca imperiale racchiusa nell’insula 1 si offre agli occhi degli universitari che scavano sotto il cocente sole estivo. La struttura termale è stata più tardi trasformata e quello che era il calidarium è diventato battistero, un fonte battesimale in ottimo stato di conservazione, con tre gradini di discesa e risalita, canaletti per l’ acqua corrente e sostegni per un ciborio, una testimonianza unica nel suo genere qui nella Campania Settentrionale, se si esclude il battistero di Cuma e quello di Capua su cui però esistono molti dubbi.
I vecchi marmi imperiali sono stati riusati a riadattati alla nuova funzione e lo spazio termale riadattato per le cerimonie battesimali dei primi cristiani. Sul fondo della vasca battesimale si legge la scritta Homo Felix e su un’altra lastra di marmo la parola tronca Caesar.
Grazie ai molti materiali reimpiegati e agli strati di riporto ricchi di materiali ceramici, sarà possibile snodare la storia dell’Ager Falernus ripercorrendo le fasi di un’economia che dal medio impero conduce al periodo tardo romano.
Il prof. Rescigno chiarisce che si sta operando sull’ultima fase urbanistica di Forum Popilii, quella che va dal IV al V secolo d.C. prima che la città venisse definitivamente abbandonata nel VI secolo, probabilmente a causa di qualche violento cataclisma, e che la zona in cui si scava è una parte centrale della città perché stanno affiorando due insule con presunti edifici pubblici.
La presenza di un battistero fa chiaramente supporre la vicinanza di una chiesa che sarà il prossimo obiettivo di scavi, ma per continuare bisogna aspettare nuovi finanziamenti.
Intanto il sito è stato visitato dal prof. Fausto Zevi, Ordinario di Archeologia e Storia dell’Arte greca e romana alla Sapienza di Roma e accademico dei Lincei, che si è dichiarato molto soddisfatto di ciò che è stato finora ritrovato.
Un primo passo verso il futuro Parco Archeologico voluto dal dott. Sirano e dall’Amministrazione Comunale è stato dunque fatto, ora non resta che augurarsi l’arrivo tempestivo di nuovi fondi per poter portare alla luce altre preziose testimonianze storiche.
Da una montagna dalla quale Mosè gettò uno sguardo di speranza sul futuro, anch’io provo a guardare avanti vedendo tanti giovani pronti a vivere in pace in un mondo che non ne può più di guerre e di odio.
Padre Michele Piccirillo OFM, Monte Nebo, 07/10/06
Anteprima Rai : “Il Viaggio – itinerari di spiritualità”
Di C. Di Lorenzo
Il viaggio di Abramo, il viaggio di Mosè, il viaggio di Gesù, di Maometto, quello di milioni di pellegrini nel corso dei secoli, quello di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI, è un andare continuo verso i luoghi della spiritualità in cui l’uomo torna a rigenerarsi, a bere alle sorgenti della propria fede, a ritrovare l’origine di tutte le cose. Un cammino da cui l’uomo non riesce ad esimersi.
Che cos’è la spiritualità, perché la si cerca? È quel bisogno di unirsi nell’amore all’Amore, quella Forza che chiama e a cui si sente di appartenere. E allora è necessario mettersi in viaggio per andare là dove tutto è cominciato e dove si percepisce che, al di là di conflitti politici e di forze avverse, c’è l’unica e vera Ragione che unisce popoli e culture.
Tra i tanti modi per contribuire all’intesa e alla pace tra le popolazioni del Medio Oriente, al Nebo abbiamo scelto quello che più è congeniale con il nostro lavoro di archeologi. Dopo trent’anni di attività dobbiamo confessare che ne siamo stati ampiamente ripagati non soltanto sul piano professionale, ma anche come Frati Minori seguaci di Francesco che in Egitto andò a parlare pacificamente con il sultano Malik-al-Kamil nipote di Saladino. Il restauro dei mosaici, in gran parte pavimenti delle chiese costruite nella regione dal quinto all’ottavo secolo, ci ha dato la possibilità di conservare un patrimonio d’arte e di fede e di sviluppare parallelamente un’opera di dialogo e di amicizia che sono i fondamenti della pace.